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26 Luglio 2016

Festa della Pace di Teramo

Teramo (TE)

Festa della Pace di Teramo

Festa della Pace di Teramo in provincia di Teramo vi aspetta con una rievocazione storica che animerà le vie del borgo con tanto divertimento e degustazioni per tutti.

La “FESTA DELLA PACE”, venne istituita a Teramo nel marzo del 1559 a seguito di un lungo e tormentato periodo di gravi conflitti che afflissero il governo municipale teramano nel mezzo del sedicesimo secolo.

I contrasti, spesso sanguinosi e fratricidi, erano dovuti al mancato controllo da parte del governo teramano nei confronti delle incomprensioni che si erano avute fra le fazioni in vista del nuovo ordinamento cittadino, ma anche per la negatività influenzata dalla guerra tra Francia e Spagna. Infatti lungo il confine tra l´Abruzzo teramano e lo stato pontificio si fronteggiarono per anni le truppe napoletane di Don Fernando Loffredo e del Duca D´Alba e l´esercito francese di Antonio Carafa nella “Guerra del Tronto”. Le uccisioni, gli incendi, le distruzioni furono numerose e con l´aumentare del banditismo e del brigantaggio il Parlamento si trovò costretto a inasprire la pressione tributaria e a ridurre i privilegi e le esenzioni fiscali, procurando ulteriore divisione e malcontento.

Le gentildonne teramane, sostenute dal Vescovo Giacomo Silverio Piccolomini, decisero di intraprendere un´azione di pace per porre fine alle ondate di violenza e alle lotte interne alla città. Le “matrone” teramane si recarono nelle abitazioni di coloro che avevano subito delle mancanze per convincerli a non rispondere alle provocazioni con altro sangue, invitandoli dunque a non dilungarsi con inutili vendette, le quali avrebbero decimato ancor di più la città. L´iniziativa fu accolta favorevolmente dal Governatore spagnolo. Così nel marzo del 1559 per ordine di Don Ferdinando Alvarez di Toledo, Vicerè del Regno, grazie alle sollecitazioni del Vescovo Piccolomini, alla presenza del Governatore della Provincia Ferdinando Figueron e del Governatore della Città Cristobal Santo−Stefano, delle autorità e di tutto il popolo, venne istituita la Festa della Pace che avrebbe dovuto essere inviolabile e mantenuta nei secoli e da celebrarsi ogni anno la Domenica in Albis, cioè la domenica dopo Pasqua.

Verso la meta della Quaresima, il Magistrato eleggeva per ciascun quartiere due gentildonne e due gentiluomini che venivano chiamati, rispettivamente, Paciere e Pacieri, poiché non solo avevano il compito di andare in giro per la città a raccogliere denaro per le funzioni in suffragio dei defunti di quelle assurde faide e di tutte le anime stazionanti in Purgatorio ma anche perché dovevano pacificare quelle famiglie che durante l´anno avevano avuto delle controversie.

Il giorno della festa, che cadeva nella domenica in Albis, l´ottava di Pasqua, durante la Messa solenne, gli uomini e le donne incaricate della pace, in processione e sontuosamente vestiti, offrivano al Vescovo o al Canonico celebrante i ceri a san Berardo.

Ma un ruolo di primaria importanza lo ricoprivano le donne, considerate le vere artefici della pace. Infatti, lo stesso giorno, dopo i Vespri, le sole rappresentanti delle quarantotto famiglie, si riunivano nella chiesa di San Giovanni per poi recarsi al Santuario della Madonna delle Grazie in corteo e seguite dai rispettivi servitori che portavano i ceri da offrire al Padre Guardiano, che le accoglieva davanti la Croce della Pace con una speciale benedizione e poi ricambiava il dono con un rinfresco in sacrestia.

L´usanza venne continuata fino al 1767 anno in cui ci fu l´abolizione dei Pacieri e della processione pomeridiana. Rimase, invece, la cerimonia del mattino e la consegna del cero da parte del Sindaco al Padre Guardiano del convento durante la Messa solenne.

Questa manifestazione segnò il trionfo dell´ aristocrazia cittadina, la quale assunse la guida del Parlamento, composto dalle quarantotto famiglie più importanti dei quartieri che avevano diritto a partecipare al governo comunale della città. Il governo, denominato del “quarantottismo”, garantì lo svolgimento annuale della festa, che da allora ebbe inizio e venne interrotta solo con la salita al trono di Ferdinando I di Borbone sul trono del Regno di Napoli, poiché, volendo accentrare il potere nelle sue mani, pose fine all´autonomia del “Governo dei quarantotto” e di conseguenza alla Festa della Pace.

La festa è stata riscoperta a partire dal 1993 grazie all´associazione “Teramo Nostra”, che ogni anno si impegna per rievocare questa antica festa teramana basata sui valori della pace.

Ancora oggi la Festa della Pace si svolge nella domenica dopo Pasqua, con il consueto corteo variopinto di costumi d´epoca. Vengono portati davanti alla Croce della Pace i quattro stendardi rappresentanti i quartieri di San Giorgio, Santa Maria Bitetto, San Leonardo e Santo Spirito e, come tradizione vuole, viene consegnato il cero ai frati minori del convento e le donne si recano in Chiesa per la benedizione.


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