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14 febbraio 2016

Polenta miseria!

Festa della polenta

Vernio (PO)

Festa della polenta
E SAPEVATE CHE...?


A causa della grave carestia e peste che colpì la Toscana nel 1300, la popolazione locale, migrata in collina, iniziò la coltivazione di piante di castagno.

I frutti, caratterizzati da ricche proprietà nutritive, fornirono un importante fonte di sostentamento durante questo difficile periodo storico.

Ancora oggi si possono osservare intense coltivazioni di castagno in tutto l'Appennino ligure, tosco-emiliano e tosco-romagnolo.

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Oh… che miseria questa sagra! No, no, cercate di non fraintendere, alla Festa della Polentina di Vernio, detta anche Festa della Miseria, lpolenta, anticamente riconosciuta come misera, rimane pur sempre degna dei palati più raffinati!

A Vernio si festeggia uno dei prodotti tipici più antichi: la polenta di farina dolce di castagne, resa ancora più squisita se accompagnata da aringhe e baccalà.

La festa ha origini antichissime, legate ad un fatto storico che colpì il territorio: la grave carestia del 1512, causata dall’invasione spagnola durante la guerra contro Firenze.

I sudditi di Vernio, in difficoltà a causa della carenza di cibo, furono aiutati dalla generosità dei conti Bardi, che distribuirono polenta di castagne, aringa e baccalà all’intera popolazione.

Ancora oggi si festeggia questo episodio passato con la distribuzione della deliziosa polenta, servita calda per tutti, grazie al lavoro di 200 volontari, che ne distribuiranno fino a 5.000 porzioni.

Sfamato l’esercito di golosi, non perdete il ritmo della festa perché inizia la sfilata del corteo. Se vi sembrerà di vedere non uno, non due ma 600 figuranti in costumi tipici dell’epoca, non date subito la colpa all’ottimo vino locale.

Durante la festa infatti, sfileranno per voi gruppi storici toscani che indosseranno fedeli costumi cinquecenteschi. Chiudono la sagra canti tipici di montagna, musiche tradizionali e tantissimi stand con prodotti di artigianato locale.

Dopo tutti questi buoni motivi per venire, non ci resta che dirvi: per la miseria, cosa state aspettando?.


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