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Dal 3 al 5 giugno 2016

Festa di San Giorgio a Ragusa

Ragusa (RG)

Festa di San Giorgio a Ragusa

Festa di San Giorgio a Ragusa in provincia di Ragusa vi aspetta per celebrare i riti della tradizione e i sapori della festa.

 

Solenni festeggiamenti in onore di San Giorgio, Glorioso patrono di Ragusa. La festa si svolge l’ultima domenica di maggio o agli inizi di giugno e abbraccia tre giorni: venerdì, sabato e domenica. In occasione dei festeggiamenti del Santo la Chiesa Madre viene addobbata con antichi drappi e portali di damasco rosso e grandi composizioni floreali. La statua di San Giorgio e l’Arca Santa vengono esposte alla venerazione dei fedeli ai due lati del transetto dove rimangono sino a quando, con una suggestiva cerimonia, non vengono riposte nelle loro nicchie sopra le porte laterali.
LA FESTA
Il venerdì escono in processione, prima la statua di S Giorgio e poi l’Arca Santa, e compiendo un percorso tradizionalmente sempre uguale, vengono portati nella Chiesa del Purgatorio, dove rimane l’Arca Santa. San Giorgio, da solo, prosegue sino alla chiesa di S.Tommaso dove rimane per la notte. I due simulacri rimangono così separati per una notte e per un giorno, a ricordo della prigionia inflitta al Santo durante il martirio. Il sabato San Giorgio riprende l’Arca Santa dalla chiesa del Purgatorio e assieme rientrano nella Chiesa Madre.
La domenica, tutta la città vive intorno al suo patrono.
Si inizia la mattina, con le prime Sante Messe, i giri della banda per le vie di Ibla, i fuochi di mezzogiorno e altri momenti ricreativi.
Il pomeriggio cresce l’attesa per “l’uscita”, preceduta spesso dalle esibizioni di due bande comunali e a volte anche di alcuni gruppi di sbandieratori. Inoltre solo in questo pomeriggio, che precede l’uscita solenne del Santo, è possibile vedere il vero portone principale della Chiesa di S.Giorgio. Si tratta di un’opera eccezionale: il portone costruito interamente in legno, è composto da tantissimibassorilievi dedicati proprio alla storia del santo patrono. Data la delicatezza di quest’opera, essa viene conservata all’interno del portone verde scuro che vediamo normalmente quando ci troviamo a passare davanti alla chiesa.
La Ballata del Santo
La sera viene celebrata la messa solenne che precede la processione principale, solenne, accompagnata dalleconfraternite con i vari stendardi e i gonfaloni di Comune e Provincia. Una processione accolta da migliaia di persone che riempiono la piazza, dal lancio di palloncini e carte colorate, da tantissimi botti e giochi pirotecnici. La processione parte solo dopo che è avvenuta la cosi detta “Ballata del Santo” la quale viene fatta durare più del solito per giustificare la solennità del giorno. Arrivati a Largo Camerina il simulacro viene posto sul carro e assieme all’arca si muove per le vie di Ibla. La processione si ferma alla chiesa del Purgatorio dove vengono celebrati i Vespri Solenni. Poi si riprende a camminare lungo le strade iblee.
Ai Giardini Iblei i portatori caricano sulle spalle il Patrono lasciando il carro, e portandolo a braccia, proseguono verso piazza Duomo dove prime di averlo sistemato al centro della piazza per i botti finali, lo faranno ballare come tradizione, anche issandolo in alto a braccia tese, urlando continuamente “tutti Truonu!” che sta a significare che è lui il Patrono della città. E’ il momento di assistere ai botti finali, quelli che chiudono i festeggiamenti, che da qualche anno a questa parte fanno assistere a uno spettacolo entusiasmante, grazie anche all’utilizzo dei fuochi piro-musicali. Dopodiché è il momento di riaccompagnare San Giorgio e l’Arca santa dentro il Duomo, ricaricandoli ancora una volta sulle spalle e facendosi aiutare da una lunga “catena” umana che facilita la salita per le scale.
La statua del Santo, opera dello scultore palermitano Giuseppe Bagnasco, eseguita nel 1842, è tutta di legno; pioppo e tiglio il corpo del Santo, il cavallo, e il drago; castagno e quercia la base e il baiardo su cui viene portato, per un peso complessivo di oltre 500 Kg. La corazza e l’elmo piumato sono di argento geminato d’oro come pure tutte le finiture del cavallo. L‘Arca Santa è opera dell’argentiere palermitano Salvatore La Villa realizzata tra il 1804 e 1808, che sostituisce quella del palermitano Cipolla del 1700, e contiene un gran numero di reliquie, oltre


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