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8 maggio 2016

La corsa dei buoi di Asigliano Vercellese

Asigliano Vercellese (VC)

Corsa dei buoi di Asigliano Vercellese in provincia di Vercelli.
La Festa Patronale in onore al Soldato Martire: San Vittore è un importante momento di fede e di folklore per tutta la comunità. I riti religiosi sono curati dai Priori, mentre quelli civili dal sodalizio. Il popolo asiglianese in questa occasione scioglie il suo “Voto” al Santo con la “Corsa dei Buoi”. La promessa della “corsa” è nata nel lontano 1436, quando il paese era attanagliato dalla peste, giorno dopo giorno, uomini, donne, bambini e anziani, morivano falciati dal micidiale morbo. La fede indusse gli asiglianesi a chiedere grazia al Santo Vittore. Il miracolo si avverò e da allora, ogni seconda domenica di maggio, si rinnova il voto, molto partecipato e sentito, da tutti i “veri” asiglianesi. Nel contesto del grande avvenimento storico-religioso per il paese, si svolgono manifestazioni civili che ruotano intorno alle solenni celebrazioni religiose. Al parco comunale si svolgono serate danzanti, sfilate di moda, corsa ciclistica al sabato della patronale e podistica al martedì. Sono migliaia i visitatori che sostano a pranzo o a cena nel padiglione gastronomico, riscoprendo la tipica cucina vercellese, uniti agli antichi sapori piemontesi, cucinati con le vecchie ricette della nonna.LA CORSA DEI BUOI
La corsa dei buoi asiglianesi è da lungo tempo contrastata dagli studiosi e storici che richiedono un documento, una prova, come “verità storica” e non come “voce popolare”.
La voce popolare dice che una peste locale nel 1436 portasse morte e desolazione tra gli uomini e gli animali nel paese; i suoi abitanti disperati chiesero grazia a San Vittore con la promessa di fare correre gli animali più lenti, i buoi, in segno di gioia e gratitudine. Il Santo esaudì queste preghiere e la peste cessò il suo incedere. I primi documenti storici che accennano alla “corsa” risalgono al 1658 scritti da un certo C.A. Bellini, che annota sia la corsa coi carri che la distribuzione del pane.
Altri documenti, li troviamo nell’archivio parrocchiale asiglianese in una relazione fatta dal Parroco don Francesco Bernardino Lanino nel 1770 dove vengono descritti i festeggiamenti a S.Vittore: “dopo messa (Parrocchiale), fanno correre quanto mai si possa dire quattro cara tirati da buoi carichi di pane, qual pane terminata la corsa si benedice (nell’oratorio di S.Vittore) e lo distribuiscono”.
Un altro fattore molto determinante sul mancato accenno delle origini della corsa dei buoi in documenti sono le numerose lotte che la fortezza di Asigliano dovette soccombere nei secoli fino a giungere nell’ultima battaglia del 1545. Infatti, anche in questa contesa è stato distrutto per l’ennesima volta il Comune, quindi la Parrocchia e il Castello dei Signori, che si trovavano ubicati dentro ad essa, quindi eventuali documenti, furono dispersi tra le fiamme.
Con la tradizionale “corsa” non si esaurisce tutta la festa patronale. Il folklore di questa giornata non sminuisce il senso della preghiera e della vocazione verso Colui che dal 1436 è stato eletto Custode della comunità asiglianese. Gli stessi elementi che potrebbero essere, a prima vista profani, acquistano il senso del sacro e diventono dei “segni”.
I BUOI, parte integrante della festa.
IL CARRO TRIONFALE o CARRO DEL PANE vuole continuare la “Grande Messa” celebrata in chiesa. Il pane benedetto viene conservato in tutte le case e riporta al “segno eucaristico”. Per proteggere gli animali dall’afta epizootica nell’anno 2001, per la prima volta il Carro del Pane non era trainato dai buoi ma da un trattore.
IL CERO che viene accolto da una famiglia in rappresentanza di tutto il popolo, è segno della luce. In origine questo grosso Cero pesava 50 chilogrammi, oggi qualche chilo in meno.
I “NASTRI” colorati, infine, e la loro distribuzione sono simboli.
Nel corso dei secoli questa bella festa ha subìto delle sospensioni, non per mancanza di fede, ma per fattori esterni. Troviamo una testimonianza scritta il 5 maggio del 1846. Il sindaco Giovanni Varalda, riunita la giunta comunale, propone la sospensione della Festa Patronale per la mobilitazione di militari della Guardia Nazionale per il disimpegno di vari servizi pubblici d’urgenza. Motivi analoghi anche negli anni 1859 e 1862.
La fantasia popolare fece nascere in quegli anni la leggenda dei rumori di carri lanciati a briglia sciolta nella notte lungo il selciato vicino alla chiesa votiva del Santo e di saette di fuoco scaturire dallo scalpitio degli zoccoli senza che nessun animale vi corresse.
Nella delibera del 1866 troviamo che la riconferma della Festa Patronale non soltanto era dovere della chiesa, ma era compito anche dell’Amministrazione Civica indurre i suoi abitanti a parteciparvi.
L’INCANTO dei CARRI. La tradizione vuole, nel giorno del sabato che precede la festa patronale, allo scoccare delle ore 12,00 col suono festoso delle campane, che si proceda all’incanto dei carri che daranno vita, di domenica, alla corsa dei buoi per lo scioglimento del voto. Il rito viene celebrato in Municipio alla presenza dei Priori, delle Autorità Comunali capeggiate dal Sindaco e da tutta la popolazione asiglianese che per l’occasione riempie all’inverosimile la sala del Consiglio comunale. L’atmosfera è “rovente” per gli aspiranti protagonisti dello scioglimento del voto. le occhiate e i gesti d’intesa tra gli “Auriga” sono parte integrante dell’asta dei carri, battuta dalla guardia comunale del paese. Un rituale che si replica ogni anno a partire dal 1700. Nei tempi antichi, quando i buoi abbondavano nelle campagne, tutti i contadini desideravano partecipare all’impegno preso dai nostri antenati per sciogliere il voto con lo svolgimento della “corsa dei buoi”. Allora, i Priori di quei tempi, e qui siamo sul finire del 1700, escogitarono questa forma di appannaggio che li aiutasse a sostenere le numerose spese per la realizzazione della festa. Ancora oggi “l’asta” si svolge offrendo “emine” di grano. L’Emina o Mina o Quartone, è un’antica misura agraria vercellese introdotta verso il 1650 pari a litri 23,005556: l’emina poi si divide in 16 coppi di Vercelli da litri 1,43847 cadauno; il quarto di coppo o quartina era di litri 0,35946. Dobbiamo sottolineare che alcuni partecipano all’incanto per sciogliere un “voto” contratto con San Vittore in un momento di difficoltà familiare, risolto felicemente. partecipano all’asta, senza badare al numero di “emine” pur di accaparrarsi o il “Carro del Pane” o un carro per la corsa, e mantenere la promessa fatta a San Vittore. si inizia l’incanto con “il carro del Pane” dopodichè segue l’incanto dei quattro carri (ognuno formato da una coppia di buoi) che gareggiano alle ore 12 della seconda domenica di maggio.
Comitato Folkloristico Asiglianese

Scheda Evento
Titolo: Corsa dei Buoi
Date: 08/05/2016
Orari: 12,00
Luogo: Asigliano Vercellese (Vc)
Biglietto: gratuito
Telefono per informazioni: 340 8347527
Mail per informazioni: comitato@asigliano.it


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