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7 Agosto 2016

Palio di Ribusa di Stilo

Stilo (RC)

Palio di Ribusa di Stilo

Palio di Ribusa di Stilo in provincia di Reggio Calabria è la famosa rievocazione storica che anima le vie del borgo con tanto fascino e divertimento.

E’ una delle manifestazioni più belle e suggestive della tradizione popolare calabrese, un viaggio inusuale in un’atmosfera medievale e in quel periodo critico e pur interessante e magico (secoli XV, XVI, XVII), che caratterizzò la società e le Istituzioni del Regno di Napoli. un evento storico unico, che richiama la fiera signorilità della Città di Stilo, che Re Roberto nel 1339 chiamò “sua terra” e Giovanni d’Austria identificò come “fedelissima”. Il Palio di Ribusa (ripreso nel 1997 dopo una parentesi di 280 anni) può essere definito il simbolo dell’orgoglio della stessa città, che già nel 1600 era annoverata “fra il numero di cento e dieci Città d’Italia più famose”. La sua istituzione è strettamente legata allo svolgimento della Fera de Rebusa, una delle più importanti, con la fiera della Maddalena di Cosenza e la fiera di Primavera di Reggio, delle fiere che venivano organizzate nella Calabria Citra e nella Calabria Ultra, ma soprattutto alla storia di Stilo e del suo regio demanio. Il termine Ribusa (luogo di rovi) richiama, infatti, alla mente le vicissitudini della nobile Città di Stilo e del vasto territorio su cui aveva la più assoluta giurisdizione. Il Palio trova giustificazione, oltre che nelle travagliate e illustri vicende della storia del regio demanio, anche nella fera di Ribusa, che era un rilevante momento istituzionale e tutt’uno con la grande festa popolare caratterizzata da gare e tornei cavallereschi. Della fiera trattano due documenti trascritti dall’Archivio notarile di Gerace e rogati dal notaio Scipione Carbonara che nel 1650 scrive di una “fera de Regusa”, e dal notaio Giuseppe Baldaro, nel 1717. La fiera di Ribusa aveva regolamenti rigorosi, che venivano fatti rispettare puntigliosamente dalle autorità locali, affinchè tutti i compratori e i mercanti fossero protetti e non si compissero soprusi. Venivano nominati il Mastrogiurato, che sovrintendeva a tutto lo svolgimento delle attività della fiera e due “giudici di confine”, che controllavano i posti assegnati ai venditori. Dal 1473 in poi, a vigilare sull’andamento della fiera, ad ascoltare i reclami e rendere giustizia, troviamo invece il sindaco dei nobili, che aveva il privilegio di dichiarare aperta la fiera; in sua assenza era il primo eletto dei nobili a ricevere la bandiera, anche se nel 1717 alla fastosa cerimonia con la quale veniva inaugurata la fiera, si nota ancora la presenza del mastrogiurato, che, allora, aveva probabilmente funzioni di rappresentanza. Il Palio di Ribusa, espressione del decentramento amministrativo e dell’identità culturale della città, si svolgeva nello stesso giorno di inaugurazione della fiera, di cui era parte integrante. La gara vera e propria aveva come scenario “lo piano di Santo Francesco”, ma fu probabilmente ospitata, per un certo periodo, anche nei pressi di una delle cinque porte della cinta urbana : quella denominata “Scanza li Gutti” (attuale via Madonna delle Grazie), che era stata prescelta dal parlamento stilese come porta pubblica della città (in tale ambito avveniva, infatti, annualmente la vendita dei corpi di entrata dell’Università). I delegati e i cavalieri della città e dei suoi cinque casali (Camini, Guardavalle, Pazzano, Riace e Stignano), esprimevano le loro doti e capacità in tornei cavallereschi e in gare di abilità (tiro al cerchio, tiro all’anello, tiro con l’arco, tiro con la balestra, tiro al montone). Le gare erano precedute da una cerimonia solenne, prima dell’inaugurazione della fiera, a cui partecipavano le autorità locali, accompagnate da cavalieri con stendardi e cavalli bardati, suonatori di tamburi e trombe, araldi e armigeri. Avuta in consegna la bandiera (che sostituiva agli inizi il drappo assegnato in premio al casale vincitore o al rappresentante della città), il sindaco dei nobili lasciava il palazzo del Capitano o del Governatore (queste sono le autorità regie richiamate dagli atti notarili del 1650 e del 1717) per raggiungere il luogo ove si svolgeva la fiera. Nel corteo – preceduto da cavalieri, da sbandieratori e “gente terrazzana di nobili onorati et del popolo” – prendevano posto gli altri sindaci (quello dei nobili procedeva a cavallo), i deputati della città e dei casali, il Capitano o il Governatore, il Mastrogiurato, canonici, magistrati, paggi, damigelle, armigeri, corporazioni delle arti e dei mestieri e la “giunta” eletta dai cittadini (la stessa che, di volta in volta, formulava le capitolazioni da sottoporre al sovrano per il placet). Raggiunto il piazzale di S. Francesco d’Assisi e completato il protocollo di inaugurazione della fiera, la bandiera (donata da Carlo V) veniva fissata su una quercia secolare, che si ergeva maestosa nei pressi della chiesa dei Minimi conventuali e data in guardia al Battaglione della città, che si esibiva, alla fine, in spari e manovre spettacolari, dopo aver permesso il susseguirsi di varie gare popolari. E’ probabile che la grande kermesse stilese sia nata in omaggio a S. Giorgio, divenuto in seguito protettore di Stilo, ma il cui culto era già diffuso nel territorio dell’università (non a caso il palio, fino a circa tre secoli fa, si svolgeva il 22 aprile, il giorno precedente, cioè, la festa del santo cavaliere). Oggi la rievocazione storica del Palio di Ribusa si svolge ogni anno la prima domenica d’agosto e nei giorni precedenti e risulta sviluppato in giornate di spettacolo, di intrattenimento e di approfondimento (cortei storici, musiche di corte, giullarate,contastorie, cartomanti e chiromanti, sbandieratori, banchetti storici, cavalieri e dame), per poi concl


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