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Dal 18 al 22 agosto 2016

Sagra della porchetta

Campli (TE)

Sagra della porchetta

Dagli statuti comunali di Campli, rinnovati nel 1575 per opera di Margherita d’Austria, si possono attingere numerose notizie sull’uso della porchetta. Dal Quartus Liber degli Statuti, al capitolo 26 si apprende che la porchetta arrostita, di peso fino a dieci Rotoli, si esigevano tredici Quattrini e un Cavallo; un ulteriore Quattrino a Rotolo, per quelle più grosse. Il Rotolo era il peso più noto e usato a Campli (3 chilogrammi circa) e deriva dal nome arabo ?ralt?, che voleva dire libra. Il

Cavallo era una monetina di rame, fatta coniare da Ferdinando I d’Aragona, che sul rovescio portava l’impronta di un cavallo. Si doveva un altro Quattrino per Rotolo, se la porchetta si portava a vendere fuori dal territorio camplese. Dall’articolo del Codice si evincono due concetti fondamentali: le porchette erano realizzate con maialini giovani che, disossati e arrostiti, potevano pesare anche meno di 30 chilogrammi; i porchettai camplesi erano già famosi per la loro arte perché vendevano il

prodotto culinario anche fuori dal territorio cittadino, nonostante le pesanti gabelle alzavano il costo della porchetta. Per salvaguardare la microeconomia territoriale, infatti, si usava la regola di consumare in loco i prodotti dell’agricoltura del contado, scoraggiando la loro commercializzazione al di fuori dell’area comunale. Dal capitolo 14 dello stesso libro, sappiamo che la porchetta non poteva essere venduta, se prima il Camerlengo non ne aveva accertato la qualità e il prezzo. Per

tale scopo al Camerlengo, se si trovava presente, o al Capo del Reggimento, o chi per lui, spettava una libra (circa 300 grammi) di porchetta.


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